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Giovedì 21 ottobre 2021

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Truffa alla nonna, condannato a 9 mesi di reclusione

Aveva fatto credere all'anziana signora di aver bisogno di 5.500 euro per portare avanti la causa per infortunio sul lavoro in cui era rimasta vittima la sua compagna

La Guida - Truffa alla nonna, condannato a 9 mesi di reclusione

Villanova Mondovì – Aveva fatto credere alla nonna di aver bisogno di soldi per portare avanti la causa per infortunio sul lavoro in cui era rimasta vittima la sua compagna, ma a fronte di un prestito di 5.500 euro, manca la prova che quei soldi furono effettivamente impiegati per quello scopo. Per questo motivo sono finiti a processo con l’accusa di truffa C.F. un 44enne monregalese e la sua compagna B.M., che era l’intestataria del conto su cui venne fatto il bonifico e a fronte del quale avrebbe emesso due assegni da 2mila e 3mila euro risultati privi di copertura. Secondo il figlio dell’anziana signora, zio dell’imputato, i soldi prestati nel corso del tempo sarebbero stati molti di più, circa 10mila euro, di cui l’uomo, costituito parte civile al processo, chiede la restituzione.  “Quei soldi – si è difeso in aula l’imputato – ce li ha prestati mia nonna per aiutarci a comprare la macchina perché la nostra era rotta e nessuno le ha mai fatto credere che servivano per la causa e da mio zio, con il quale i rapporti erano pessimi, non ho mai ricevuto alcun prestito”.

Per le difese dei due imputati invece non solo non è stato in alcun modo provato il reato di truffa, ma mancherebbero anche i presupposti di procedibilità, dal momento che non è stata la nonna, intestataria del conto da cui sono stati trasferiti i 5.500 euro sul conto di B.M., a sporgere denuncia. Per quanto riguarda la presunta scomparsa di altri 10mila euro, la difesa ha ipotizzato che fosse stato lo stesso zio che operava sul conto dell’anziana madre a sua insaputa, a far sparire quei soldi, tanto che nel novembre del 2017 la donna lo aveva estromesso dal conto spostando anche l’accredito della pensione. Chiamato a chiarire questo fatto, il direttore della banca ha però negato eventuali contrasti fra la signora e il figlio e ha dichiarato che effettivamente la signora aveva tolto la delega al figlio, ma che poi gliel’aveva ridata. Al termine dell’istruttoria il giudice ha assolto M.B. ritenuta estranea ai fatti e ha condannato C.F. a 9 mesi di reclusione e 200 euro di multa oltre al risarcimento di 5.500 euro.

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