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Giovedì 9 dicembre 2021

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Un percorso lungo i sogni del grande trasfiguratore

“Fellini 23 ½” di Aldo Tassone: presentazione dell’intera produzione cinematografica del regista

La Guida - Un percorso lungo i sogni del grande trasfiguratore

Parafrasi di uno dei più celebri film di Federico Fellini, il titolo del poderoso saggio firmato da Aldo Tassone si riferisce alla prima opera diretta “a metà” dal regista con Alberto Lattuada, “Luci del varietà”. Il numero 23 riguarda i film realizzati dal regista riminese da “Lo sceicco bianco” (1952) a “La voce della luna” (1990).
Il libro è veramente quel che si dice il risultato di una vita. Lo confessa subito nell’introduzione l’autore, quando ricorda nel 1969 la sua scoperta di Fellini: “nel mio piccolo, la decisione improvvisata di fare una tesi su Fellini decise la mia vita”. E non senza modestia riporta le perplessità alla proposta di pubblicare il suo lavoro in quel momento: “non sentendomi all’altezza rimandavo”. Dopo più di quarant’anni il materiale su cui lavorare si è accumulato parallelamente alla produzione del regista e alle prospettive di analisi dell’autore.
Nativo di Valgrana, Aldo Tassone (nella fotografia) si è affermato come critico cinematografico, docente universitario e direttore per più di vent’anni della prestigiosa rassegna France Cinéma. In questo ampio ventaglio di impegni non ha scordato quell’illuminazione tanto più che lo stesso Fellini gli concesse “l’autorizzazione a seguire le riprese dei suoi film vita natural durante”. Testimone oculare dunque, ma anche geloso custode di un personale “archivio felliniano” che negli anni si è arricchito di interviste al regista, opinioni su di lui da parte di colleghi e materiale fotografico e documentale.
Tutto ciò è confluito in un progetto editoriale e nel voluminoso libro che, accanto a una minuziosa analisi di tutti i film di Fellini, sviluppa un’iniziale capitolo “sull’apprendistato di giovane provinciale inurbato” nell’inedita versione di paroliere per il varietà, offre un’ampia antologia della critica italiana ed estera, riflette sul carteggio con Simenon per chiudersi di nuovo in forma antologica con dichiarazioni di grandi registi internazionali raccolte dallo stesso autore.
Tassone disegna un ritratto del regista romagnolo fin dall’introduzione sottolineando l’evoluzione delle tematiche mai ripetitive, sempre rilette con stile personalissimo. Le suggestioni del neorealismo, di cui fu partecipe come sceneggiatore e che affiorano nello sguardo sul mondo popolare dei primi film (“La strada” è il caso più evidente), sono fin da subito rilette con stile personalissimo e intuizioni originali. I personaggi si trovano sospesi tra realtà e fantasia, tra vita quotidiana e sogno.
È la cifra distintiva delle opere successive: uno sguardo che trasfigura il reale, lo penetra di una immediatezza visiva e narrativa che travalica i confini del oggettività. Non a caso Tassone parla di Fellini come del “Grande trasfiguratore”. Lo stesso regista offre un esempio di questa dialettica tra realtà e fantasia sempre risolta a favore di quest’ultima ricordando la genesi dei fascisti di “Amarcord”: non sono nati da una considerazione come questa: adesso faccio un ricordo della celebrazione del 21 aprile 1934 a Rimini, aggiungendovi però un’intenzione polemica acquisita con al maturità, delle intenzioni critiche”. Il che non esclude la piena consapevolezza del mondo che via via va rileggendo con le sue storie. Dall’affresco della “Dolce vita” alla rivisitazione personalissima e visionaria del “Satyricon”, dai ripetuti omaggi al mondo circense al confronto con la società dei difficili anni di piombo trasfigurato nell’apologo di “Prova d’orchestra” fino all’incursione nel mondo della televisione commerciale di “Ginger e Fred”, sempre quell’orizzonte sociale e politico che Fellini ha davanti viene scandagliato non da documentarista, bensì da libero pensatore per immagini.
Il libro di Tassone documenta puntualmente queste suggestioni ricorrendo a un fitto intreccio di sollecitazioni critiche che possono rifrangersi sul lettore come invito a guardare con occhio attento la produzione filmica di Fellini. È certamente l’omaggio più bello che un critico e amico poteva fare.

Fellini 23 1/2
di Aldo Tassone
Cineteca di Bologna
29 euro

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