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Martedì 24 novembre 2020

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Assolto dall’accusa di violenza privata “l’uomo del Settecento”

L'episodio era avvenuto nel marzo 2019 a Savigliano, dove l'uomo è molto conosciuto e invita i ciclisti a rispettare l'area pedonale

La Guida - Assolto dall’accusa di violenza privata “l’uomo del Settecento”

Savigliano – Si è concluso con un’assoluzione il processo all’uomo del ‘700, l’ex guardia forestale M. Z. che a Savigliano si aggira in abiti d’epoca nella zona pedonale di corso Roma, invitando i ciclisti a rispettare la zona pedonale e ad attraversare la zona del molo a piedi. L’8 marzo 2019 l’uomo era stato denunciato per violenza privata da una giovane donna; secondo l’accusa l’uomo del ‘700, con modi poco cavallereschi, l’avrebbe prima afferrata per un braccio mentre lei in sella alla bici era ferma sul marciapiede a telefonare, e poi si sarebbe piantato davanti alla ruota anteriore della bici per intimarle di scendere dal mezzo, aggiungendo al tutto una frase ingiuriosa. La ragazza, finita la chiamata, è scesa dalla bici e se ne è andata, ma più tardi si è ripresentata in corso Roma con il fidanzato il quale, secondo un teste della difesa, avrebbe insultato e minacciato M. Z. per le parole rivolte alla fidanzata; “temendo per la mia incolumità – ha detto l’imputato in aula – l’ho lasciato parlare e poi ho chiamato i Carabinieri”.
Quando sono arrivati i militari hanno preso le denunce di entrambi i protagonisti della vicenda. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe effettivamente ecceduto nell’episodio in questione, andando al di là delle proprie competenze nel cercare di far rispettare la viabilità in quella zona pedonale.
Il solo fatto di essersi posto davanti alla ruota per impedirne il transito configura il reato contestato e per questo il pubblico ministero ha chiesto la condanna a quattro mesi. Secondo la difesa invece M. Z, che in città tutti conoscono come persona educata e gentile, non avrebbe commesso alcun reato, ma avrebbe semplicemente ripreso una ciclista indisciplinata che per questo motivo si è risentita. La richiesta di assoluzione è stata accolta dal giudice che ha assolto M. Z. per insussistenza del fatto. 

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