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Giovedì 29 settembre 2022

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Emergenza abitativa, Unione Inquilini scrive a sindaco e Prefetto

Sabato 10 ottobre la manifestazione nazionale "Sfratti zero": anche dal territorio cuneese si chiedono interventi forti

La Guida - Emergenza abitativa, Unione Inquilini scrive a sindaco e Prefetto

Cuneo – Domani (sabato 10 ottobre) si terrà la manifestazione nazionale “Sfratti zero”: sul tema del disagio abitativo e delle politiche da attuare con urgenza per dare risposte a questa emergenza sociale, si fa sentire anche l’Unione Inquilini di Cuneo, che con una lettera alle istituzioni locali (in particolare al Comune e al Prefetto) sottolinea la portata del problema e le strade per uscirne. A partire da un piano abitativo strutturale pubblico su scala nazionale, da attuare anche con le risorse europee del Recovery Fund.

“In Italia l’emergenza sanitaria ha ampliato di molto l’area delle famiglie in disagioabitativo, i dati relativi ai posti di lavoro persi (840.000, Istat) e i lavoratori in cassa integrazione (si stimano in 400.000) hanno gettato centinaia di migliaia di famiglie nel baratro del disagio abitativo e dello sfratto per morosità.
Se già in tempi “normali” il Ministero dell’interno nel suo rapporto annuale indicava mediamente in circa 50.000 le sentenze emesse ogni anno e in circa 25/30 mila le azioni di rilascio eseguite con la forza pubblica, questi dati già pesanti, temiamo che possano aggravarsi tenuto conto del fatto che da Marzo 2020 ad oggi sono tra le 600.000 e le 800.000 le famiglie che hanno partecipato ai bandi per contributi affitto regionali e comunali e solo una minima parte ha ricevuto un contributo di poche centinaia di euro che per affrontare la sofferenza nel pagamento dei canoni di locazione avranno un effetto quasi nullo.
Dagli stessi tribunali giungono notizie della presentazione di migliaia di richieste di udienze per convalidare gli sfratti quasi tutti motivati da morosità incolpevole.
Del resto i dati ci dicono che sono ancora oltre 600.000 le famiglie collocate nellegraduatorie per l’accesso ad una casa di edilizia residenziale pubblica a canone sociale. In tale contesto il Parlamento ha, con appositi emendamenti ai decreti legge “Cura Italia” e Rilancio” previsto la sospensione delle azioni di rilascio fino al 31 dicembre 2020, ma quanto disposto non rappresenta certamente la risposta al grave tsunami sociale degli sfratti che dal gennaio 2021 si riverserà nelle città siano esse di grandi dimensioni che medie o piccole.
Nella IX Giornata Nazionale Sfratti Zero, l’Unione Inquilini ed altre associazioni, comitati e forse politiche ha previsto e promosso iniziative in oltre 50 città italiane per chiedere un intervento strutturale sul settore abitativo.
Se non si interviene fin da oggi con: a) la definizione di un Piano nazionale pluriennale di edilizia residenziale pubblica a canone sociale senza consumo ulteriore di suolo, basato su una rigenerazione urbana sociale che si coniuga con il fabbisogno reale dei cittadini; b) con azioni mirate a livello comunale di ricontrattazione dei contratti di locazione in essere; c) con il sostegno al passaggio dal canone a libero mercato a quello agevolato, e se non si interviene sugli accordi locali prevedendo la riduzione dei valori ivi stabiliti, i Comuni si troveranno con una precarietà abitativa e un livello di esecuzioni di sfratti insostenibile.
Oggi abbiamo una occasione irrepetibile. Oggi con le risorse derivanti dal Recovery Fund si può giungere a definire un Piano abitativo pubblico strutturale nazionale e locale, che si tramuta in un vero piano per il lavoro, nell’ambito di una rigenerazione urbana sociale che possa prevedere il recupero di interi stabili pubblici e privati che rappresentano dei veri buchi neri nelle nostre città, coniugando questo con una elevata qualità della vita che nel recupero o nei caseggiati di edilizia residenziale pubblica consentano, tra gli altri, interventi di efficientamento energetico.
Con le risorse del Recovery Fund, con il circa miliardo di euro di risorse ex gescal ancora oggi inutilizzato; con le risorse che l’Unione Europea potrà indirizzare per l’attuazione del punto 19 del Pilastro Sociale Europeo che indica le politiche abitative come uno dei principali principi sui quali intervenire a livello nazionale ed europeo. Oggi attuare un piano abitativo pubblico è possibile.
Con il presente documento siamo in questa IX Giornata nazionale Sfratti Zero a richiederLe di sostenere la richiesta al Governo che tra le priorità nell’utilizzo delle ingenti risorse derivanti dal Recovery Fund figuri un finanziamento pluriennale dotato di adeguate risorse che consente di rispondere efficacemente ad una vasta precarietà abitativa resa ancora più drammatica dalle misure e dagli effetti dell’emergenza sanitaria Covid-19. Ma siamo anche a richiederle che a livello locale l’Amministrazione comunale e la Prefettura si attivino concretamente per non lasciare che la questione abitativa sia o diventi esclusivamente una questione di ordine pubblico”.

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