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Venerdì 30 ottobre 2020

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A Rittana il Nespolo che non ti aspetti

“Alla ricerca di un approdo” venti dipinti con cui il maestro ha riletto il capolavoro di Théodore Géricault, “Le radeau de la Méduse” sui migranti

La Guida - A Rittana il Nespolo che non ti aspetti

Rittana – Un piccolo sorprendente gioiello che non ti aspetti, è la mostra “Alla ricerca di un approdo” di Ugo Nespolo allestit fino al 25 ottobre nel piccolo borgo della valle Stura che è Rittana. Nei locali dell’ex Canonica sistemati da alcuni anni per ospitare eventi culturali, quest’anno dopo Piero Gilardi è arrivata uan mostra davvero sorprendente. Se qualcuno pensa al Nespolo tradizionale quello del maestro indiscusso della pop art italiana e degli incastri coloratissimi di forme che a volte diventano veri e propri fantasiosi ed onirici puzzle, abbandoni la sua idea e si prepari a tutto un altro Nespolo. Davvero da vedere.

Presenta opere che non appartengono alla sua produzione più riconoscibile ma un progetto esclusivo che ha sviluppato qualche anno fa in un momento di sofferto rifiuto della sostanziale indifferenza del mondo e del mondo dell’Arte, in particolare, di fronte alle continue morti nel Mediterraneo di migliaia di migranti. Su questo tema ha ricordato e riletto il capolavoro di Théodore Géricault, “Le radeau de la Méduse” (La zattera della Medusa -1819) attraverso venti dipinti con il titolo “Alla ricerca di un approdo” affermando: “Violenze ed annegamenti quotidiani e contemporanei costringono a ricordare un’altra epoca in cui la furia del mare – ancora lui – inghiottiva naufraghi assassinati dall’egoismo e dalla violenza umana, anche allora vittime di sistemi politici in agonia e alla deriva”.

La mostra organizzata dall’Associazione grandArte cerca di riflettere sulle istanze e i problemi di più pressante attualità e importanza per la nostra società e offre anche inediti spunti di riflessione sul momento storico che stiamo vivendo in cui le nostre comunità, a causa della pandemia Coranavirus, si trovano smarrite in un mare di incertezza e paura, confidando in un futuro salvifico non scontato. Visitabile fino al 25 ottobre il sabato e la domenica ore 15/19  e negli altri giorni su prenotazione (Comune 0171.72991 oppure bar-alimentari “Andata e Ritorno” 347.8251432).

Ugo Nespolo è nato a Mosso Santa Maria in provincia di Biella nel 1941. È figura poliedrica che ha spaziato tra pittura, scultura, teatro, cinema, design, tv, pubblicità e videosigle, di solida formazione umanistica e costantemente impegnato anche sul piano teorico per le sue riflessioni sull’arte e i suoi valori, la sua produzione si caratterizza per un’accentuata impronta ironica, trasgressiva. Il suo esordio è avvenuto a contatto con il panorama artistico italiano degli anni Sessanta, accordando il proprio linguaggio espressivo, trasgressivo e insieme ironico, con quello della Pop Art e accrescendo un sodalizio di stretta militanza con gli artisti delle neoavanguardie concettuali e poveriste. Ha fatto parte della Galleria Schwarz di Milano, che ha annoverato fra i suoi artisti Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman, Baj.  Con Enrico Baj da quegli anni inizia una lunga amicizia che durerà per sempre. Con Baj Nespolo terrà mostre, conferenze, presenze in Europa e negli Stati Uniti. Baj, Fontana, Pistoletto, Boetti e Merz saranno gli interpreti dei suoi film per parecchi anni. Con Baj Nespolo frequenta a Parigi Man Ray. In Francia fin dagli ultimi Anni Sessanta Nespolo frequenta Ben Vautier con il quale realizza mostre e performances. L’incontro con gli artisti del New American Cinema (da Jonas Mekas a Warhol, da Yoko Ono a P. Adam Sitney) ha dato il via alla nascita del cinema di ricerca in Italia. Nespolo ne è stato il promotore, e i suoi film sono stati proiettati e commentati nei maggiori musei del mondo. Si è dedicato, quindi, alla realizzazione di manifesti per esposizioni, di stendardi per palii e di scenografie teatrali e televisive. Fedele al dettato delle avanguardie storiche di “portare l’arte nella vita”, Nespolo si è proposto di occupare gli spazi della vita comune, di uscire da quelli più canonici o ufficialmente assegnati, occupandosi di design (dall’abbigliamento all’arredamento, dalle copertine di libri e dischi alla grafica pubblicitaria, dai manifesti pubblicitari di eventi culturali e sportivi alle “luci d’artista” ai magazzini delle Gru, nell’hinterland torinese, e alla campagna per i trasporti pubblici di Torino) e di arti applicate, praticando i più diversi tipi di materiali (dal legno ai metalli, dalle ceramiche ai vetri, dai vari tipi di stoffe ai gioielli), con il desiderio di costruire una sorta di Universo Nespolo. Il passaggio al nuovo secolo ha segnato per l’artista la realizzazione del suo atelier, che all’interno di una fabbrica abbandonata in via Susa a Torino, contiene le sue creazioni, i suoi giochi tecnologici, le sue collezioni.

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