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Domenica 25 ottobre 2020

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“Te la faccio pagare, non è finita finché non sei sotto terra”

Un cuneese a processo per minacce e danneggiamento: l'ex compagna ha riferito diversi episodi

La Guida - “Te la faccio pagare, non è finita finché non sei sotto terra”

Caramagna Piemonte – Con l’accusa di minacce e danneggiamento è stato processato oggi (mercoledì 30 settembre) al tribunale di Cuneo I. P., cuneese residente a Caramagna. A querelarlo la sua ex compagna, che in tribunale ha raccontato vari episodi di minacce e insulti fra cui l’episodio oggetto del processo, accaduto a febbraio 2019. L’uomo aveva prelevato dalla casa della nonna materna la figlia per trascorrere con lei il fine settimana, ma poco dopo suonò a casa della ex per lamentare il fatto che la bimba indossasse abiti che puzzavano. “Degli amici erano venuti a casa e avevano portato delle bugìe già confezionate – ha riferito in aula la madre della parte offesa -, non avevo fritto io i dolci e quindi gli abiti di mia nipote non potevano puzzare”. I due ex conviventi discussero sotto casa di lei, e alla fine del litigio mentre la donna saliva in casa con la figlia, sentì un rumore provenire dalla macchina parcheggiata davanti al portone. “Tornai indietro e mi accorsi che aveva spaccato lo specchietto retrovisore”, ha riferito al giudice la donna. La signora non ha saputo ricordare quali minacce l’uomo avesse pronunciato quella sera, “non ricordo esattamente quello che ha detto quella sera perché mi ha minacciato tante volte, anche dopo quella sera di febbraio. Anche a marzo di quest’anno, durante il lockdown. Una volta non gli andava di riportarmi la bambina al termine del weekend e andai io da lui a prenderla. Ero in auto con il mio ex datore di lavoro e anche in quell’occasione disse che me l’avrebbe fatta pagare e che non sarebbe finita finché non fossi finita io sotto terra. Timore ne ho sempre e non abbasso mai la guardia, anche se da ultimo sembra esserci un po’ più di calma”. “Una volta erano a casa mia e stavano discutendo – ha raccontato la nonna materna -, sul tavolo c’era un rotolo di carta, lui lo ha preso e con quello ha colpito al volto mia figlia. Lo cacciai immediatamente da casa mia”. Il processo è stato rinviato a dicembre per ascoltare i testi della difesa e per la discussione.

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