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Mercoledì 21 ottobre 2020

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Accusati di rapina e lesioni dopo una lite davanti alla discoteca

A processo due albanesi, intervenuti anche con una mazza da baseball, contro due buttafuori del locale

La Guida - Accusati di rapina e lesioni dopo una lite davanti alla discoteca

Fossano – È proseguito nella mattinata di oggi (mercoledì 23 settembre) al tribunale di Cuneo il processo ai due giovani albanesi P. K. e H. R. accusati di rapina e lesioni ai danni di un addetto alla sicurezza del locale Ballalinda di Fossano. Nella notte del 1° luglio 2018, i due ragazzi avrebbero parcheggiato male l’auto fuori dal locale e alla richiesta dell’addetto alla sicurezza di provvedere a spostare il veicolo, i due si sarebbero rifiutati rispondendo sgarbatamente. D’accordo con il proprietario del locale, ai due fu vietato l’ingresso; dopo una prima discussione con i due addetti alla sicurezza, gli imputati si allontanarono in auto minacciando però che sarebbero tornati per fargliela pagare. Poco dopo infatti, mentre era presente anche il proprietario del locale, P. K. e H. R. tornarono e con una mazza da baseball colpirono al polso uno dei due uomini della sicurezza. Mentre cercava di disarmare il suo aggressore, uno dei due buttafuori venne aggredito alle spalle dall’altro ragazzo che gli avrebbe anche sfilato dalla tasca posteriore il cellulare, nella cui custodia erano contenuti anche soldi e documenti. Più tardi in caserma i due addetti alla sicurezza descrissero i due aggressori e li riconobbero in foto. Il proprietario del Ballalinda aveva anche fotografato la targa della loro auto e quindi i due furono fermati e identificati. Oggi in tribunale hanno deposto il proprietario del locale, che ha confermato le testimonianze rese dai due buttafuori e il maresciallo dei Carabinieri di Fossano che aveva svolto alcuni accertamenti in merito al telefono che sarebbe stato rubato dai due giovani. Dall’esame dei tabulati telefonici risulterebbe che il cellulare del buttafuori fu chiamato subito dopo l’aggressione – era il collega che faceva squillare il telefono per vedere se per caso il cellulare fosse caduto a terra nella colluttazione -, ma poi fu spento. L’udienza è stata rinviata al 21 ottobre per ascoltare i testi della difesa.

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