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Sabato 19 settembre 2020

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Operazione “Spank” per contrastare il traffico internazionale di cuccioli di cane (video)

Indagine dei Carabinieri Forestali di Cuneo: i cuccioli venivano introdotti illegalmente in Italia, privi delle garanzie sanitarie richieste. A causa della mancanza delle giuste condizioni igienico sanitarie, la maggior parte di questi animali incorre in gravi problemi di salute

La Guida - Operazione “Spank” per contrastare il traffico internazionale di cuccioli di cane (video)

Cuneo – Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale dei Carabinieri Forestali di Cuneo e la stazione Carabinieri Forestale di Bra, sotto la direzione del Magistrato Laura Deodato della Procura di Asti, hanno concluso l’operazione “Spank”, grazie a cui è stato possibile accertare e contrastare un traffico illegale di cuccioli di cane tra Est-Europa e provincia di Cuneo.

L’attività dei Carabinieri Forestali ha preso avvio a fine del 2018 a seguito di alcune denunce di ignari acquirenti; questi, dopo aver acquistato dei cuccioli di cane da una coppia di soggetti braidesi (B.M. e A.M), ne avevano subito constatato le cattive condizioni di salute.  Le indagini svolte per quasi 6 mesi, congiuntamente alle perquisizioni disposte dalla Procura di Asti, hanno permesso di scoprire come, proprio la stessa coppia di “presunti allevatori”, avesse gestito, tra fine 2018 e metà del 2019, una fiorente attività di compravendita di cuccioli di cane, introdotti illegalmente in Italia da paesi come Romania e Ucraina.

I cuccioli di cane (tra i quali: bassotti, barboncini, maltesi, bouledogue francesi e akita), una volta raggiunta illegalmente la provincia cuneese, venivano venduti in tutto il territorio nazionale come cuccioli di “razza” senza pedigree (obbligatorio per considerare un cane come di razza), privi delle necessarie garanzie sanitarie richieste per l’importazione di cuccioli dall’estero (quali ad esempio le vaccinazioni antirabiche) e con passaporti stranieri compilati in modo mendace, eludendo, così, la normativa relativa al commercio internazionale di cuccioli.

Inoltre, in alcuni casi, nel tentativo di occultarne la provenienza dall’Est-Europa, i cuccioli arrivati in Italia sprovvisti di microchip, venivano identificati e registrati direttamente a nome del venditore o dell’acquirente finale come nati in Italia.

Per questo per i due soggetti braidesi la Procura ha ipotizzato, oltre all’importazione illegale di cuccioli,  imputazioni per altri reati quali: abusivo esercizio della professione medico-veterinaria, sostituzione di persona e falsi documentali.

Infatti il traffico illegale internazionale di cuccioli, assai diffuso, permette guadagni considerevoli con investimenti minimi, caratteristiche che fanno sì che questa attività risulti appetita da vere e proprie organizzazioni criminali.

Queste ultime acquistano i cuccioli, a un prezzo molto vantaggioso, negli allevamenti abusivi dell’Est-Europa dove non vengono rispettate le norme igienico sanitarie e di benessere animale. I piccoli, poi, sottratti alle cure parentali in tenerissima età (spesso al di sotto delle 12 settimane previste dai regolamenti in materia) sono trasportati con mezzi di fortuna e inidonei verso i paesi dell’Europa Occidentale per essere introdotti sul mercato, anche tramite annunci sui social e sul web, al fine di soddisfare le sempre maggiori richieste di cuccioli di “razza” a prezzi competitivi a discapito, perciò, del circuito legale di vendita di cani.

Purtroppo, soprattutto a seguito della mancanza delle giuste condizioni igienico sanitarie e delle modalità di trasporto, la maggior parte di questi piccoli animali subisce gravi problemi di salute andando, così, incontro ad una morte precoce.

I Carabinieri Forestali restano disponibili a ricevere segnalazioni nel settore così come in tutti gli ambiti che riguardino la tutela dell’ambiente.

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