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Sabato 15 agosto 2020

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“La mia scuola non è uno schermo”

Si è svolto oggi, giovedì 25 giugno, il presidio “Priorità alla scuola” organizzato a Cuneo e in più di cinquanta città per chiedere che a settembre la scuola sia aperta e in presenza per tutti, dall'asilo nido all'Università

La Guida - “La mia scuola non è uno schermo”

Cuneo – “La mia scuola non è schermo”. È uno dei messaggi scritto sui cartelli dei partecipanti al presidio “Priorità alla scuola” che si sta svolgendo oggi, giovedì 25 giugno, a partire dalle 18 a Cuneo e in più di cinquanta città. In via Roma, angolo piazza Galimberti, si sono presentati circa un centinaio di persone tra operatori della scuola, studenti e genitori, per chiedere al Governo e alla ministra Azzolina che a settembre la scuola sia aperta in presenza per tutti, dagli asili nido alle Università.

“La comunità scolastica chiede di ripartire in presenza da settembre senza riduzioni dell’orario scolastico – dicono gli organizzatori -. Bambini, giovani, insegnanti, lavoratori e famiglie hanno resistito per tre mesi, materialmente e psicologicamente, per far fronte all’emergenza. Dopo questo enorme sforzo collettivo, con quasi tutte le attività produttive del Paese già riavviate, anche il mondo della scuola, da settembre deve ripartire in presenza, perché senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita, né umana, né economica”.

Le richieste: risorse straordinarie; personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola; assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali; la possibilità che i Comuni e le Province trovino spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; investimenti strutturali per l’edilizia scolastica; e prevenzione sanitaria nelle scuole. Altrettanto chiaro è quello che non si vuole perché dicono gli organizzatori “il Comitato respinge tutti i tentativi di smantellamento della scuola pubblica, che provocherebbe una grave regressione culturale e sociale del Paese”: la riduzione del tempo scuola; l’esternalizzazioni (tutto lavoro precario) per completare il tempo scuola; le ore di 40 minuti, e la Dad, didattica a distanza, come parte strutturale dell’orario di scuola.

Prima della manifestazione alle 17 la Cgil ha organizzato un incontro per presentare le proposte per una scuola in presenza, non a caso di fronte a una scuola, quella Primaria Einaudi, lato corso Galileo Ferraris, “scelta non casuale – dicono i sindacati -, convinti e determinati nel voler ritornare fisicamente, in presenza e in sicurezza, nelle nostre scuole”. In particolare i sindacati per il loro “Progetto scuola” insistono su quattro punti: stabilizzazione dei precari, organico personale docente e Ata adeguato alle reali necessità; tutela degli alunni disabili emessa in sicurezza e manutenzione degli edifici.

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