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Martedì 17 maggio 2022

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Fotografie in bianco e nero, auto storiche e aria di competizione in San Francesco

Inaugurata la mostra "Quei temerari delle strade bianche - Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo - Colle della Maddalena” organizzata dal Comune in collaborazione con il Mauto

La Guida - Fotografie in bianco e nero, auto storiche e aria di competizione in San Francesco

Cuneo – È stata inaugurata oggi (giovedì 25 giugno) la mostra “Quei temerari delle strade bianche – Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo – Colle della Maddalena”, allestita presso il Complesso monumentale di San Francesco, che sarà visitabile fino al 29 settembre.

Al centro della mostra i preziosi fotogrammi, circa un’ottantina, dell’archivio cuneese del fotografo Adriano Scoffone (1891-1980), in grandezza e risoluzione ottimizzate, relativi all’edizione 1930 della Cuneo-Colle della Maddalena e dei suoi celebri protagonisti insieme ad altre immagini del triennio 1925-1927 della sfida automobilistica. Completano il progetto espositivo, concepito in maniera immersiva e interattiva dal giornalista e regista Giosuè Boetto Cohen, grandi scenografie a cui ha contribuito Angelo Sala (per molti anni direttore dell’allestimento scenico del Teatro alla Scala di Milano), filmati e una partitura musicale di 11 minuti che rievoca i motori, la velocità e la polvere, creata appositamente per la mostra da Marco Robino in collaborazione con gli Architorti.

E ancora tre automobili che hanno fatto la storia della gara automobilistica: l’Alfa Romeo 1500 MMS con cui, nel 1930, il pilota Emilio Gola tentò la scalata alla Maddalena; un’Alfa Romeo P2 identica a quella con cui Nuvolari si aggiudicò la vittoria che sembra sfrecciare sul tratto di strada bianca “ricostruita” nell’esposizione con un’enorme nuvola di tulle che riproduce la polvere, elemento immancabile in quegli anni in cui i piloti correvano ai 150 km/h sulle strade bianche; e una preziosa Bugatti 35, uguale a quella con cui Avattaneo si ribaltò durante la gara.

Attraverso i suoi scatti Scoffone ritrae i semidei del volante e l’emozione che si respirava durante la competizione, dalle fughe nei rettilinei alle sbandate nel polverone ai tornanti. Protagonisti il tedesco Stuck, gli italiani Varzi, Marinoni e Maserati, sotto gli occhi di un impettito Campari, e Nuvolari, il vincitore del 1930, ritratto in un’immagine inedita scattata di fronte ad un portone in campagna. E ancora la scuderia Fiat in piazza Vittorio, la squadra di meccanici e collaudatori, le autorità, le donne elegantissime, il pubblico esultante e i suggestivi paesaggi. Il fotoracconto di momenti e passaggi della gara automobilistica tra ritratti in posa e scatti rubati ma anche della Provincia Granda.
Ad arricchire ulteriormente la visita le “caption” volute dal curatore per invitare il pubblico a soffermarsi su dettagli o particolari delle fotografie esposte, un modo per indagare ancora più a fondo le emozioni ma anche la società e i costumi del tempo.

Le immagini in mostra rappresentano però solo una piccola parte del prezioso archivio cuneese Scoffone che, catalogato fin dagli anni ‘80, trova nella mostra “Quei temerari delle strade bianche” la prima occasione di ampio respiro grazie alla collaborazione con il Mauto. L’archivio è attualmente in fase di digitalizzazione con la realizzazione di una banca di immagini online, aperta al pubblico, alla scuola e ai ricercatori.

Realizzata dalla Città di Cuneo e dal Mauto – Museo nazionale dell’automobile di Torino con il sostegno della casa orologiera Eberhard & Co, l’esposizione sarà visitabile a Cuneonegli orari di apertura del Museo civico, dal martedì alla domenica, dalle 15.30 alle 18.30; nel 2021 si sposterà al Mauto di Torino. Il biglietto d’ingresso alla mostra sarà compreso nel biglietto di ingresso al Complesso monumentale di San Francesco (intero 3 euro, ridotto 2 euro), acquistabile presso la biglietteria del Museo oppure online su http://www.comune.cuneo.it/cultura/museo-civico-di-cuneo/visite-e-servizi/biglietti.html.

L’esposizione rappresenta un’importante occasione per far conoscere al pubblico poche decine dei 40.000 fotogrammi dell’archivio Scoffone (una cinquantina di altri scatti è raccolta in un video che viene proiettato alla mostra), ma ha anche un forte valore simbolico: insieme alla riapertura del Monviso (anch’essa in programma oggi) è un invito a far uscire le persone, giovani e meno giovani, e a dare loro spunti per tornare a fruire, sebbene nel rispetto delle norme di sicurezza, di musica, spettacolo, cultura e arte. È il segno tangibile di una città e di un territorio che vogliono ripartire e lo fanno in grande. Intanto il Comune lavora alla progettazione della nuova arena estiva che dovrebbe essere pronta per la prima metà di luglio; più complesso ma sempre in fase di elaborazione il rimborso tramite voucher degli spettacoli annullati nel corso della stagione teatrale appena conclusa o meglio per metà annullata causa Covid.

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