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Martedì 14 luglio 2020

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Dai brentatori ai vigili del fuoco

Giovanni Cerutti racconta in un libro la storia dei pompieri di Cuneo

La Guida - Dai brentatori ai vigili del fuoco

La voce, il suono della campana e persino i tamburi servivano per lanciare l’allarme incendio in città. Pericolo non da poco per un agglomerato costituito per lo più da case in legno addossate l’una all’altra non solo facile esca per il fuoco, ma anche situazione favorevole al propagarsi delle fiamme. La “Cronaca di Cuneo” del Rebaccini riporta un incendio che per venti giorni nella “contrada di Santa Chiara rovinò da entrambi i lati della strada e case, con gli animali e alcune persone”.

Con questa notizia che risale al 1449, Giovanni Cerutti apre il suo libro sulla storia dei pompieri di Cuneo dai primi “brentatori” del XVII secolo fino al 1935 quando è istituito il Corpo dei pompieri sotto la diretta dipendenza del Ministero degli Interni.
È una storia curiosa a cominciare da quella simbiosi tra vino e acqua incarnata nella figura del brentatore. La brenta è unità di misura dei liquidi corrispondente a circa 50 litri. Il brentatore era colui che, munito della brenta, trasportava il vino dai carri dei produttori alle osterie. Nel 1680 il Municipio stabilì che competeva a loro intervenire qualora fosse scoppiato un incendio in città. L’acqua era assicurata dal bealotto che correva a centro dell’attuale Via Roma.
E poco dopo assieme all’intervento di estinzione si sviluppa anche un’opera di prevenzione con disposizioni precise al riguardo della costruzione delle case, in particolare dei tetti, come della manutenzione dei fornelli. Il passo successivo per la città è dotarsi, nel 1777, di una “pompa da acqua” con relativo operatore specializzato, un falegname mandato a Torino “affinché imparasse con la dovuta prontezza ad adoperare un tale strumento”.
È il primo rappresentante di quelle che dal 1824 saranno le “Guardie del fuoco”, termine che a metà Ottocento va a sostituire brentatori, falegnami, muratori cioè quell’insieme di competenze in qualche modo coinvolte nell’opera di prevenzione e spegnimento dell’incendio.

L’Archivio storico del Comune offre a Giovanni Cerutti un vasto materiale per ricostruire l’evoluzione del Corpo dei Civici Pompieri. Le informazioni vengono riorganizzate in relazione a dati statistici, alle strutture utilizzate e infine alle persone che hanno prestato servizio nel Corpo.
Le curiosità storiche poi si sommano alle immagini che Walter Aimar, per anni in servizio presso i Vigili del Fuoco, ha raccolto. Sono fotografie che documentano attrezzature e manifestazioni.

Viva i pompieri di Cuneo
di Walter Aimar, Giovanni Cerutti
Primalpe
16 euro

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