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Venerdì 5 giugno 2020

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Ritorno in montagna, sì ma con buonsenso

Scegliere gite facili e mete non tanto frequentate, sempre con attenzione e prudenza

La Guida - Ritorno in montagna, sì ma con buonsenso

Cuneo – “Le persone che amano la montagna sono sempre molto rispettose, siamo abituati a seguire norme e buonsenso. I comportamenti che dobbiamo seguire nel ritorno alla frequentazione della montagna devono essere ispirati essenzialmente dal buonsenso”. Così il presidente generale del Club alpino italiano, Vincenzo Torti, introduce le “raccomandazioni” del Cai per il ritorno alla frequentazione delle montagne e dei rifugi (pubblicate a lato).

Da un paio di settimane, tra le attività sportive che è stato possibile riprendere, sono compresi anche l’escursionismo e l’alpinismo.

È però indispensabile attenersi ad alcune regole fondamentali per la salvaguardia della propria e dell’altrui salute, almeno per ciò che concerne il contenimento dell’epidemia di coronavirus.

Innanzitutto deve essere rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro, sia tra i compagni di gita che da coloro che si incrociano sul sentiero.

Occorre poi avere a portata di mano la mascherina e indossarla correttamente nel caso che la distanza di sicurezza non possa essere garantita, ad esempio se il sentiero è particolarmente stretto.

È poi indispensabile evitare gli “assembramenti”, cioè la presenza di più persone nello stesso punto

A questo riguardo non sono ancora permesse le escursioni organizzate, cioè le gite sociali del Cai, oppure coordinate da associazioni escursionistiche, accompagnatori e guide qualificate.

Non ci sentiamo neanche di consigliare le gite in solitaria, anzi: la montagna è bellissima ma severa, e anche una semplice camminata su sentiero può trasformarsi in una situazione pericolosa, o per imperizia dell’escursionista o per fatalità.

Non è vietato camminare in compagnia, purché in gruppi piccolissimi e sempre osservando le disposizioni di sicurezza prima citate.

In secondo luogo la montagna è vastissima e le nostre vallate offrono un ventaglio di scelte alla portata di tutti i camminatori. Nel scegliere la nostra meta evitiamo i luoghi più conosciuti e quindi più frequentati. In tutte le vallate sono stati risistemati sentieri che toccano angoli ancora semisconosciuti, alla scoperta di borgate abbandonate e di testimonianze di una fervida e ormai inesistente religiosità popolare.

“Quest’anno possiamo vivere un’esotismo poco lontano da casa, che rappresenta un’importante occasione di scoperta”’, sottolinea ancora Torti.

Basta consultare guide cartacee, cartine e siti Internet dedicati… e anche tenere presente le proposte che vengono presentate tutte le settimane in questa pagina.

Inoltre, in questo periodo, valgono più che mai le solite raccomandazioni alla prudenza.

Dopo molto tempo di forzata inattività, il fisico, specie oltre gli “anta”, può risentirne: per le prime gite scegliamo itinerari non tanto lunghi, che richiedono un impegno fisico al di sotto di quello che ci era abituale; seguiamo sentieri segnalati e non impervi; teniamo conto che in quota c’è ancora neve, che può ostacolare e rendere pericolosi certi passaggi, anche su sentiero; manteniamo sempre alta l’attenzione, anche durante una semplice camminata, e consideriamo le complicanze legate a un’eventuale operazione di soccorso e al ricovero in ospedali che solo ora si stanno riadattando alla normale gestione delle emergenze.

C’è poi la questione rifugi: quelli in quota di proprietà del Cai e gestiti, normalmente aprono il 15 giugno. Come tutte le altre strutture ricettive devono adeguarsi alle norme contenute nei vari decreti del presidente del consiglio e della Regione: distanziamento sociale sia nella zona notte che nel refettorio, uso delle mascherine, sanificazione, rilevazione della temperatura corporea…

Non è ancora chiaro se e come riapriranno. Alcune sezioni del Cai stanno ipotizzando, nei limiti del possibile, una riduzione o un azzeramento del canone di affitto, per rendere possibile il lavoro ai gestori. La sede centrale, dal canto suo, ha stanziato un apposito “fondo di attenzione” per agevolare l’apertura di ben 327 rifugi.

Qui di seguito il link con il pdf delle “Raccomandazioni del Cai per la ripresa delle attività in montagna”.

cai

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