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Domenica 5 aprile 2020

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“In casa di riposo non si muore solo di coronavirus, ma anche di solitudine”

Sulla situazione delle strutture per anziani, sulle esigenze del personale e sul rischio di "scelte scellerate", l'appello della Cisl-Fp

La Guida - “In casa di riposo non si muore solo di coronavirus, ma anche di solitudine”

Cuneo – Sulla situazione delle case di riposo, con i recenti casi fortemente problematici legati a focolai Covid-19, l’emergenza si accentua, al punto di richiedere interventi rapidi e decisi per quanto riguarda il personale e anche gli ospiti, con il “no” alla trasformazione di parte di queste strutture in luoghi di quarantena. Un appello urgente viene dalla segreteria provinciale Cisl-Fp (Funzione pubblica), con una raccolta di testimonianze rilanciata Flaviana Desogus a nome dell’organizzazione sindacale territoriale.
“Le case di riposo sembravano “reggere”, ma invece cominciano a cedere. I dati di questa settimana si fanno allarmanti. Alcuni anziani sono morti, altri sono infettati e in isolamento, molti Oss (operatori socio sanitari) vengono messi in quarantena, assottigliando ancor più il loro numero già insufficiente.
La Cisl Fp di Cuneo è impegnata, in questo periodo, a monitorare la situazione della nostra provincia, sempre pronta a intervenire in aiuto non solo ai lavoratori ma anche alle stesse istituzioni. Tramite il filo diretto che unisce i nostri sindacalisti territoriali con i lavoratori delle strutture, veniamo costantemente informati della situazione sempre più tragica; non solo i lavoratori ci comunicano il loro terrore d’essere contagiati ma anche la situazione dei ricoverati.
Infatti, per salvaguardare la loro salute, le case di riposo si sono chiuse “a riccio” impedendo di entrare ai parenti, amici, sacerdoti, animatori, volontari, e isolando gli anziani non solo dal virus ma anche e soprattutto dai loro affetti. La loro grande malinconia per la mancanza delle persone care, affatto mitigata da una semplice videotelefonata, si trasforma in apatia; il tutto aggravato dalla noia dovuta all’assoluta mancanza di attività solitamente proposta e gestita dalla figura dell’animatore che propone giochi, canti, feste e allegria.
Mancanza che non può essere colmata dagli operatori sempre più sotto organico, con carichi di lavoro sempre più pesanti e turni di lavoro massacranti.
I nostri anziani, quindi, saranno anche tenuti al sicuro dal coronavirus ma non dalla depressione e dalla mancanza dell’amore dei loro cari, e questo è un altro grave problema che si aggiunge a tutti gli altri.
La Cisl Fp, in questo periodo, non riesce a raggiungere fisicamente i lavoratori ma li sostiene e si sente comunque parte attiva della quotidianità delle case di riposo; denuncia pressoché ogni giorno agli organi competenti le loro problematiche gravi come la mancanza dei dispositivi di sicurezza, la mancanza del controllo della salute e del contagio degli Oss e cerca di impedire l’applicazione di scelte scellerate come il ricovero presso le strutture per anziani di coloro che vengono dimessi dagli ospedali e messi in quarantena.
Rimane anche in stretto contatto con le amministrazioni delle strutture per anziani mettendo a loro disposizione un lungo elenco di Oss e di ausiliari pronti a essere assunti, e aiutandole pure nella ricerca di ditte fornitrici dei dispositivi di sicurezza sempre più difficilmente reperibili.
Siamo sempre in contatto con le autorità competenti per denunciare inosservanze, e con la Regione Piemonte perché renda obbligatorio il tampone a tutte le persone presenti all’interno delle strutture per anziani dove è già stato conclamato il contagio”.

 

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