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Domenica 5 aprile 2020

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“Fuori il virus dalle case di riposo! Regione e Asl ci aiutino”

Fp-Cgil chiede dispositivi di protezione per tutti gli addetti e disponibilità di tamponi, per monitorare l'andamento di eventuali contagi

La Guida - “Fuori il virus dalle case di riposo! Regione e Asl ci aiutino”

Cuneo – “Fuori il virus dalle case di riposo!”: anche la Fp-Cgil (Funzione pubblica) sostiene l’importanza di interventi a tutela degli ospiti e delle persone che lavorano, con un appello a Regione e Asl per aiutare chi è in quelle strutture nell’affrontare l’emergenza sanitaria.
“È assolutamente urgente – sottolineano i rappresentanti della Funzione pubblica Cgil – sostenere in questo momento il personale addetto all’assistenza degli anziani nelle case di riposo. Se vogliamo evitare altre situazioni angoscianti come quella che si sta vivendo presso la Fondazione Opera Pia Garelli di Garessio, occorre rafforzare rapidamente la collaborazione fra le aziende sanitarie e le case di riposo.
Nel merito dell’emergenza Covid19, la Funzione pubblica Cgil di Cuneo ha promosso un’indagine su oltre 70 strutture della nostra provincia. I dati emersi rappresentano alcune criticità che devono essere rapidamente affrontate e risolte.
La prima criticità si evidenzia nella insufficiente informazione e formazione del personale sulle procedure da seguire nell’emergenza e in una carenza di appropriati dispositivi di protezione. Tutte le case di riposo devono essere messe in condizione di assicurare la fornitura giornaliera dei dispositivi di protezione a tutti gli operatori nella struttura.
La seconda criticità riguarda le difficoltà riscontrate, in tutti i casi di sospetto contagio, nell’assicurare a tutto il personale l’esame del tampone, misura questa che darebbe maggiore tranquillità al personale, assicurando maggiore sicurezza sanitaria alla struttura.
Ad oggi gli interventi più significativi si riducono a una delibera della giunta regionale del Piemonte che permetterebbe la sostituzione del personale qualificato, eventualmente assente, con altro non sufficientemente qualificato (da molto tempo, mancano Sos – operatori socio sanitari nella nostra realtà), e una lettera, a nostro parere discutibile, inoltrata dalle Asl alle Residenze sanitarie assistenziali, in cui si richiede la disponibilità all’attivazione di posti letto per malati Covid presso le strutture.
Non sono questi gli interventi mirati a ridurre il contagio e i danni, in particolare per la popolazione anziana.
Chiediamo pertanto alla Regione, attraverso le Asl, i Distretti e i servizi di prevenzione, di compiere un ulteriore sforzo per sostenere le numerose case di riposo, le strutture socio sanitarie e assistenziali presenti sul territorio: serve una rapida azione di formazione del personale per affrontare qualsiasi situazione di emergenza e rafforzare le misure di contenimento e prevenzione del contagio; serve verificare la sufficiente e adeguata fornitura dei dispositivi di protezione individuale in tutte le strutture e per tutti gli operatori; serve attivarsi immediatamente nell’assicurare il tampone agli operatori anche in presenza di casi sospetti.
Senso di responsabilità non retorico nei confronti degli anziani e riconoscenza verso gli operatori che, con impegno, li assistono”.

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