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Venerdì 25 settembre 2020

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Pronti a fermare anche tutti i cantieri

Confartigianato Piemonte Costruzioni, 49 mila piccole aziende e 150 mila lavoratori, pronta a fermare il comparto edile

La Guida - Pronti a fermare anche tutti i cantieri

Cuneo – Pronti a fermare anche tutti i cantieri. Luciano Gandolfo, presidente di Confartigianato Piemonte Costruzioni, un comparto da 49 mila imprese edili artigiane che impiegano 150 mila addetti, parla chiaro facendo un appello per la sicurezza: “Dobbiamo essere responsabili ma non lasciateci soli”.

“Senza la possibilità di lavorare in sicurezza, siamo pronti a sospendere i cantieri  – dice Gandolfo – Alle aziende del settore ripeto: valutiamo l’opportunità di interrompere l’attività lavorativa dobbiamo essere responsabili e disponibili a dare un attivo contributo al diffondersi del virus. Se ciò comporta mettere in atto la drastica misura della sospensione di ogni attività nei cantieri, dobbiamo farlo. Fatte salve le situazioni di urgenza ed emergenza, le imprese edili devono considerare la temporanea sospensione della propria attività”.

Sono tante le problematicità riscontrate da Confartigianato Edilizia Piemonte tra le imprese e nei cantieri; l’impossibilità di reperire idonei dispositivi di protezione individuale necessari per eseguire le lavorazioni che richiedono una distanza inferiore a un metro; il problema di garantire tale distanza all’interno dei mezzi di trasporto collettivo dei lavoratori; la complicata gestione e sanificazione di servizi vari (bagni, spogliatoi, mense, ecc.). A ciò si aggiungono gli impedimenti derivanti dal mancato approvvigionamento dei materiali da costruzione diretti ai cantieri per via della chiusura dei magazzini di vendita, oltre ai posti di blocco.

ì“Quotidianamente riceviamo segnalazioni di imprenditori che non riescono più a portare avanti i lavori – prosegue Gandolfo – per l’impossibilità di assicurare in tutti i cantieri edili le indispensabili misure di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori. L’organizzazione del cantiere spesso non consente di conciliare la prosecuzione dell’attività con le disposizioni stabilite dai DPCM e dal Protocollo del 14 marzo, come deve avvenire, per esempio, per la sanificazione periodica degli ambienti o la messa a disposizione di gel igienizzanti”.

Da questa situazione, le richieste di Confartigianato Edilizia al Governo per l’adozione di una serie di misure a sostegno delle realtà interessate, tra cui l’ampliamento dei limiti e delle possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore su tutto il territorio nazionale per l’anno in corso; la sospensione di tutti gli adempimenti e dei versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altra natura in scadenza; la sospensione di tutti i termini contrattuali; la garanzia di fornire la necessaria liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica di tutti i debiti e l’attivazione di pagamenti immediati per i cantieri che saranno costretti a interrompere l’attività.

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