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Domenica 8 dicembre 2019

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A processo tre staffette della banda dei videopoker

Banda accusata per circa 40 colpi, gli autori materiali dei furti hanno già patteggiato

La Guida - A processo tre staffette della banda dei videopoker

Cuneo – Tra il 2014 e il 2016 avevano messo a segno una quarantina di furti e rapine ai danni di esercizi commerciali tra le province di Cuneo e Torino. La banda, composta da otto albanesi residenti a Cuneo, Busca e Saluzzo, era dedita ai furti in bar, tabaccherie e sale giochi da cui portavano via le macchinette dei videopoker. Per mettere a segno i colpi utilizzavano auto rubate e gasolio sottratto presso ditte agricole e di autotrasporti.
In due occasioni, a Fossano e Tarantasca, scoperti dai proprietari dei locali, i ladri avevano lanciato pietre e per questo sono stati accusati anche di rapina. I cinque autori materiali dei furti hanno già patteggiato le pene, mentre sono a processo al Tribunale di Cuneo altri tre esponenti della banda, A. Q., E. Q., e K. V., accusati di aver favorito i colpi facendo da staffetta e dando supporto logistico agli altri della banda. In aula sono stati ascoltati i Carabinieri di Cuneo e Cervere che avevano svolto le indagini ed erano intervenuti sui luoghi dei furti.
I militari hanno raccontato di come avevano seguito le auto utilizzate per i furti e di come, attraverso i tabulati telefonici sulle utenze degli indagati, avevano potuto tracciare i movimenti di Q. A. e Q. E., in particolare la sera del 7 febbraio 2016, quando il primo dei due avrebbe accompagnato i ladri a Santena e poi li avrebbe preceduti verso Fossano. Un’accusa, quella di fare da staffetta e da apripista, contestata dalla difesa dei tre imputati, poiché Q. A. in ogni caso si sarebbe trovato a circa dieci chilometri di distanza dai luoghi dei furti. Per quanto riguarda Q. E., sarebbe stato lui a recuperare i tre compagni fuggitivi nella notte del 24 febbraio a Passatore. La banda era stata scoperta e inseguita; tre fuggirono mentre uno venne arrestato in flagranza di reato. Il giorno dopo, la banda fu pedinata a Cuneo dove i ladri si erano incontrati per accordarsi sul pagamento dell’avvocato per l’amico in carcere. Per quanto riguarda K. V., l’accusa ha esibito alcune foto in cui l’uomo è stato fotografato accanto a due auto rubate e poi usate per i furti. Il processo proseguirà il 10 dicembre per ascoltare gli imputati e per la discussione.

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