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Lunedì 6 luglio 2020

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Pablo Picasso e gli italiani a Cherasco

A Palazzo Salmatoris la mostra che è un omaggio al grande maestro spagnolo con 60 sue opere ma anche alle sue contaminazioni sull’arte italiana

La Guida - Pablo Picasso e gli italiani a Cherasco

Cherasco – Sabato 12 ottobre alle 11 s’inaugura a Palazzo Salmatorisun altro grande evento espositivo, la mostra “Picasso e la sua eredità nell’arte italiana”. Un omaggio al grande maestro spagnolo ma anche alle sue contaminazioni sull’arte italiana.

Di Picasso sono proposti circa una sessantina di lavori, dipinti, sculture in ceramica, disegni e opere grafiche prodotti in diversi momenti espressivi. A fianco tutti quegli autori che con le loro pitture e sculture, a partire dalla fine degli Anni Dieci del Novecento, periodo in cui per la prima volta Picasso soggiornò in Italia, hanno declinato un linguaggio in qualche modo riconducibile all’opera picassiana. Nella mostra curata da Cinzia Tesio e Rino Tacchella, le varie stanze di Palazzo Salmatoris vengono dedicate a opere e temi specifici: un percorso dedicato al viaggio del maestro in Italia del 1917. E poi la danza e il teatro, tanto cari a Picasso, con una serie di disegni realizzati poco dopo il tour romano. La parola “insegnamento” introduce il visitatore nella seconda parte della rassegna caratterizzata da oltre 50 opere suddivise in due settori: la scomposizione della forma e l’utilizzo di nuovi materiali. Con la sezione dedicata alla “scomposizione della forma” la mostra analizza autori come Sironi, Campigli, Tozzi, Guttuso, Morando, Giulio D’Anna, Birolli, Soffici. Volendo verificare l’ampliarsi delle possibilità linguistiche nate dall’utilizzo dei materiali e all’applicazione del collage troviamo: gli strappi di Rotella, Soldati, le ricerche materiche di Burri e informali di Enrico Baj, sino alle prove sperimentali e di grande impatto visivo delle superfici di molti maestri dell’arte moderna e contemporanea.  Chiude la rassegna una sezione dedicata alla ceramica, all’esperienza picassiana di Vallauris (dove dal 1947 il maestro produce, in pochi anni, centinaia di opere in ceramica) e alla sua conseguente influenza sui maestri che hanno lavorato e prodotto ad Albissola.
Fino al 12 gennaio la mostra è visitabile da mercoledì a sabato dalle ore 9,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30 e i festivi dalle 9,30 alle 13 e dalle 14,30 alle 19.

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