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Lunedì 23 settembre 2019

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Un’app per escursionisti e cercatori di funghi che può salvare la vita

In Piemonte nel 2019 il Soccorso Alpino ha soccorso 52 persone di cui 9 decessi e un disperso

La Guida - Un’app per escursionisti e cercatori di funghi che può salvare la vita

Cuneo – Nasce una nuova applicazione per smartphone che può salvare la vita ad escursionisti e cercatori di funghi che si trovano in difficoltà. Si chiama Georesq, è compatibile con tuti i sistemi operativi e grazie alla tecnologia gps presente in tutti i telefoni cellulari recenti è in grado di tracciare l’utente anche al di fuori della copertura dati. Consente inoltre di inviare un messaggio di allarme direttamente al soccorso alpino e speleologico ed è accessibile ai tecnici del soccorso alpino che in questo modo sono in grado di ricostruire il percorso tracciato dal telefono di un utente circoscrivendo l’area di ricerca.

Lo segnala il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte in questo periodo dell’anno in cui la stagione della raccolta dei funghi porta in montagna molti cercatori che, come riporta il corpo dei soccorritori, non sempre si avventurano nei boschi con le dovute precauzioni.

Secondo i dati forniti dai soccorritori, nel 2018 sono state 75 le persone soccorse, 10 i decessi e 2 i dispersi. Nel 2019 sono già state soccorse 52 persone, tra cui 9 decessi e un disperso. Negli ultimi anni, soltanto il 2015 fu peggiore con 91 persone soccorse e 9 deceduti.

Per evitare spiacevoli sorprese Luca Giaj Arcota presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese fornisce alcuni consigli: “ci sono alcune norme basilari da seguire per evitare più possibile gli infortuni e per rendere le operazioni di ricerca e soccorso più rapide. Innanzitutto l’abbigliamento e le calzature devono essere adeguati al territorio in cui ci si inoltra. Ci succede ancora troppo spesso di soccorrere persone con gli stivali di gomma ai piedi, al posto dei più adatti scarponcini da montagna che hanno una maggiore presa sul terreno e prevengono gli infortuni alle caviglie. È anche importante controllare attentamente le previsioni meteorologiche per evitare di incappare in peggioramenti repentini di cui è più difficile rendersi conto nel fitto dei boschi. Infine, per tutte quelle situazioni in cui l’infortunio non si può prevenire sia per fatalità, sia a causa di malori non prevedibili che in questi casi sono frequenti, è fondamentale che chi parte alla ricerca di funghi lasci detto a qualcuno dove prevede di recarsi. Questo perché troppo spesso facciamo affidamento sul telefono cellulare che regolarmente non prende proprio quando ne abbiamo bisogno. Quando nei casi di mancato rientro i nostri esperti in ricerca possono contare su informazioni precise e circoscritte i tempi di ritrovamento di un disperso si riducono drasticamente. E come sappiamo dall’esperienza maturata in tanti anni di attività, anche pochi minuti possono essere di vitale importanza”.

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