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Lunedì 23 settembre 2019

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I Monaci del Tempio Shàolin inaugurano “TorinoDanza”

Con “Sutra” del grande Sidi Larbi Cherkaoui, l’11 settembre, al Teatro Regio, inizia il celebrato festival di danza contemporanea

La Guida - I Monaci del Tempio Shàolin inaugurano “TorinoDanza”

Torino – “In una società globalizzata i temi più urgenti si assomigliano e la danza, nella sua accezione più elevata di forma di arte contemporanea, si conferma un linguaggio potente per raccontare la condizione esistenziale di inizio Millennio”. Così afferma Anna Cremonini, per la seconda volta direttore artistico di “TorinoDanza Festival”, un appuntamento da non perdere sia per gli appassionati di danza sia per coloro che cercano a teatro l’inaudito e/o l’emozionante. Riconosciuto anche dal Ministero dei Beni Culturali come il miglior “festival disciplinare” italiano, offre nel giro di un mese e mezzo (dall’11 settembre al 26 ottobre), in vari spazi di Torino e dintorni, 19 spettacoli (per un totale di 36 rappresentazioni) raggiungibili facilmente dal pubblico cuneese, spesso anche con il semplice treno. Non è possibile citare tutti gli appuntamenti, che sono descritti comunque ampliamente dal sito Internet del festival, dove troverete anche informazioni sui lavori dei molti artisti italiani presenti (da Michele Di Stefanoa Marco Chevenier, da Pier Giorgio Milanoa Ambra Senatore, daSilvia Gribaudi a EgriBiancoDanza). Ecco, invece, qua di seguito – in breve – qualche suggerimento sugli appuntamenti internazionali, in particolare a chi si accosta per la prima volta a questa rassegna. Non si può perdere assolutamente lo spettacolo inaugurale, “Sutra”, proposto da Sidi Larbi Cherkaoui, l’acclamato coreografo belga-marocchino, conosciuto anche al di fuori del mondo della danza contemporanea per aver curato le coreografie del famoso video di Beyoncé e Jay-Z girato al Louvre. In questo lavoro fa interagire Occidente e Oriente grazie alla presenza iconica e spirituale dei Monaci del Tempio cinese Shaolin, trasformando il kung fu in danza allo stato puro (Teatro Regio, Torino, 11-12 settembre, inserito nel programma di “MITO – SettembreMusica”). Cherkaoui propone anche un’altra sua coreografia più recente, “Session”, dove indaga il mondo del canto e della danza popolare irlandese con il famoso ballerino Colin Dunne e con un gruppo di talentuosi musicisti e cantanti (Teatro Carignano, Torino, 19-20 settembre, inserito anch’esso nel programma di “MITO – SettembreMusica”).

Assolutamente da non perdere è anche “Xenos”, il celebratissimo assolo del ballerino-coreografo anglo-bangladese Akram Khan. Creato in occasione della commemorazione della Prima Guerra Mondiale, questo lavoro mostra gli orrori delle trincee rielaborando in modo particolarmente potente le forme della danza tradizionale indiana Kathak (Fonderie Limone, Moncalieri, 25-26 settembre). Il multiforme e appassionante mondo della danza brasiliana è rappresentato più che degnamente da “Inoah”, un potente lavoro del Grupo de Rua (di Rio de Janeiro), diretto da Bruno Beltrão, dove la danza hip hop diventa punto di partenza per una riflessione sulle periferie del mondo (Teatro Astra, Torino, 28-29 settembre). Nel giro di pochi giorni sarà possibile, per chi può, vedere l’intera “Trilogia della Famiglia” (ovvero “Kind”, figlio, “Moeder”, madre, e “Vater”, padre) di una delle più innovative compagnie europea di teatro-danza, i belgi Peeping Tom, diretti dall’argentina Gabriela Carrizo e dal francese Franck Chartier (Fonderie Limone, Moncalieri, 1-3-5 ottobre). Sarebbe anche auspicabile riuscire a vedere almeno uno dei due spettacoli proposti da Lisbeth Gruwez, coreografa e performer formatasi nella compagnia di Jan Fabre: “The Sea Within”,  dove dirige dieci giovani donne (Fonderie Limone, Moncalieri, 9-10 ottobre) o il suo lavoro solista “It’s going to get worse and worse and worse, my frienddove mette in primo piano il suo approccio minimalista e femminile alla danza (Fonderie Limone, Moncalieri, 10-11 ottobre). Imperdibile, infine, è “Kamuyot”, una coreografia creata da una delle massime figure della danza contemporanea, l’israeliano Ohad Naharin (sì, quello del metodo Gaga). In scena ci sono i ballerini più giovani della prestigiosa Batsheva Dance Company di Tel Aviv, protagonisti di uno spettacolo interattivo con il pubblico seduto tutto attorno allo spazio scenico (Fonderie Limone, Moncalieri, 25-26 ottobre).

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