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Mercoledì 8 aprile 2020

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La protesta per l’Asti-Cuneo a Cherasco

Dalle 8 sindaci, amministratori e il mondo economico alla salita Bergoglio per chiedere la conclusione dell'Asti-Cuneo

La Guida - La protesta per l’Asti-Cuneo a Cherasco

Cuneo – Sono in tanti gli amministratori che questa mattina, dalle 8, si sono ritrovati in cima alla salita Bergoglio zona dove si concentra molta parte del traffico che dovrebbe viaggiare su autostrada per chiedere a Toninelli e al Governo di concludere l’Asti-Cuneo. Sono sindaci, assessori ma anche rapprersentanti di categoria e il mondo economico della provincia che si vede penalizzato fortemente da un’autostrada che aspetta da 30 anni. Non si è voluto bloccare il traffico ma farsi sentire e vedere dagli automobilisti.
“Il nostro territorio ha già pagato un prezzo sufficientemente alto per la mancanza dell’Asti-Cuneo come economia, ambvienbte e insicurezza – ha detto il presidente della Provincia Federico Borgna – mancano 9 km ed è l’ora di finirla. Il Governo parla soltanto ma non sta facendo nulla se non bloccare i cantieri, che possono partire domattina. Siamo amministratori del territorio e ci muoviamo per rivendicare un credito della provincia veros lo Stato, non è una battaglia di bandiera non è propaganda, ma un grido del territorio”.
E la richeista dei sindsci è unanime: “Vogliamo certezze, concludere questo iter e tempi certi”.
“Bra e Cherasco – dice il sindaco di Bra Bruna Sibille – viviamo lo snodo più complicato di questa vicenda che ha dell’allucinante. Siamo stati a Roma e abbiamo avuto garanzie che ci sarebbe stato a breve l’incontro con il concessionario. A 5 mesi di distanza, con la notizia della manifestazione, salta fuori un’ipotesi di cui non si conoscono tempi e dettagli. Questo territorio paga dal punto di vista ambientale di salute dei cittadini per migliaia di camion che attraversano le nostre strade. Non si può più tollerare. Il Governo eviti post e comunicati incomprensibili e sia chiaro”.
“Sulla scia della procedura inizia con l’Unione Europea – dcie l’assessore regionale Balocco – c’era anche la possibilità accanto alla realizzazione dell’opera di portare a casa le opere di completamento cosa che adesso non c’è più”.
Luca Crosetto del Patto per lo Sviluppo: “Le imprese non hanno più tempo. Decisione non più procastinabile, l’alternativa è quella che stanno valutando alcune aziende di logistica cioè di andarsene dal territorio”, menghre per Ferruccio Dardanello questa giornata “dece essere quella conclusiva, senza autostrada le nostre ambizioni di competitività possono andar a farsi friggere”.
Dal 1° marzo la protesta si sposta a Cuneo con presidio permanente davanti alla prefettura di Cuneo in via Roma, come è stato fatto 26 tanti anni fa per i cantieri dei primi lotti dell’autostrada. Tutti i giorni dalle 8 alle 20 fino al 25 mazo poi dal 26 marzo ci si sposterà in pullman direttamente a Roma sotto la sede del ministero delle infrastrutture di Toninelli.

I sindaci a Cherasco per l'Asti-Cuneo

I sindaci a Cherasco per l’Asti-Cuneo

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