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Il nuovo forno dell'Agc di Cuneo

Alla presenza dei vertici dell'azienda è stato inaugurato ufficialmente il forno su cui l'Agc ha investito 20 milioni di euro

Il nuovo forno dell'Agc di Cuneo

Cuneo - È arrivato dal Giappone il presidente e Ceo di AGC Asahi Glass Group, Takuya Shimamura, per essere presente all'inaugurazione ufficiale del nuovo forno fusorio dell'Agc di Cuneo. Con lui il presidente di Agc Glass Europe, Philippe Bastien, il direttore dello stabilimento Domenico Molina e ospiti Sergio Chiamparino, governatore della Regione Piemonte e Federico Borgna, sindaco di Cuneo. L’investimento, di oltre 20 milioni di euro, ha portato alla demolizione alla ricostruzione del nuovo forno in 107 gioni con 200 lavoratori di otto nazionalità diverse e dopo aver smantellato 4584 tonnellati di refrattari in 154 tir, l'impianto è stato finito il 21 settembre e dopo soli tre giorni aveva già prodotto la sua prima lastra completa di vetro. Un record per quello che dovrà portare un impatto positivo sulla produttività dell’impianto, benefici ambientali notevoli, ma anche nella prospettiva di rinnovare l’attuale gamma prodotti migliorandone le performance.
“Siamo orgogliosi dell’operazione - ha detto il direrttore Molina -  che abbiamo condotto nel Plant di Cuneo, che ha in sé caratteristiche di particolare rilevanza. In una fase storica nella quale le aziende tendono a delocalizzare la produzione, il Gruppo AGC non solo ha confermato la propria fiducia nel mercato italiano, ma ha potenziato lo stabilimento con un investimento importante sia in termini finanziari, sia per l’impegno industriale di lungo termine che da esso deriva. Gli importanti benefici che scaturiscono da quest’operazione si rifletteranno sul territorio non solo in termini occupazionali, ma anche più in generale sulla robustezza del tessuto industriale. Avere, infatti, siti produttivi importanti nel tessuto urbano significa portare continuità, migliori prospettive e valore aggiunto per il futuro delle aziende direttamente coinvolte o dell’indotto ad esse correlato".
E proprio Takuya Shimamura spiega la volontà della multinazionale di investire su CUneo e sull'Italia, in un intervento puntuale iniziato e concluso in italiano: “AGC Flat Glass Italia e il suo stabilimento di Cuneo sono una delle eccellenze del Gruppo che ho l’onore di guidare. Sono felice di essere qui oggi a celebrare questo importante traguardo raggiunto dal board italiano. Questa operazione incrementerà la competitività sul mercato. Questa è una case history virtuosa che ci garantisce il raggiungimento di due obiettivi: sostenere la nostra leadership con prodotti ancora più performanti e proiettarci in un futuro sempre più sostenibile”.
Il sito produttivo AGC di Cuneo ha iniziato l’attività nel 1963, prima come vetreria a Vernante poi dal 1972 a Tetto Garetto, passando dalla Ppg, alla Gaverbel, all'Agc attuale, e si sviluppa su oltre 360.000 m2 e impiega circa 220 dipendenti, cui si sommano le importanti risorse costituite dall’indotto (intorno ai 1.000 addetti). Ha cinque linee diverse, con una Planibel Linea Azzurra che, a partire dalla nuova campagna di produzione, rinnoverà le proprie caratteristiche migliorandone la neutralità e le performance.
"È un dovere essere qui - ha detto Sergio Chiamparino - per un amministratore pubblico ed è un piacere perché ci sono tanti amici. Il sistema Cuneo ha ancora da insegnare tanto perché questa operazione di investimento privato che dà lavoro, che fa risparmiare energia e che salvaguarda l'ambiente è esemplare. Qui c'è gente che ha voglia di lavorare e i risultati si vedono". 
I riferimenti di Chiamparino sono ai dati annunciati: il progetto consentirà di aumentare in modo significativo la capacità dell'impianto, riducendo il consumo di energia del 25%, con un corrispondente impatto positivo sui suoi rendimenti e sulla qualità del prodotto. Un minor consumo energetico significa anche una notevole riduzione delle emissioni di gas in atmosfera, con il 50% in meno di CO (monossido di carbonio), il 14% in menodi CO2 (diossido di carbonio) e il 30% in meno di NOx (ossido di azoto). Gli fa da eco Philippe Bastien: “Una maggiore capacità produttiva, un ampliamento della gamma di prodotti, una maggiore efficienza energetica e una migliore prestazione ambientale rendono questa ristrutturazione una vera e propria rinascita per il forno di Cuneo. Ciò significa garantire un’alta competitività dell’impianto nell’ottica di una sostenibilità a lungo termine.”
Chiude il sindaco Borgna: "Cinque anni fa eravamo preoccupati che Agc chiudesse perché il forno moriva, i costi energetiche erano tanti e poi è entrata in gioco la politica quella vera che cerca il bene della sua comunità e siamo riusciti ad avere un'azienda all'avanguardia, a salavare posti di lavoro, ha risolvere il problema della cogenerazione e del teleriscaldamento e oggi è un bel giorno. Grazie a tanti ma soprattutto a Tom Dealessandri (ex vice sindaco di Torino con Chiamparino e ai vertici di Iren) per averci guidati a questo successo che è un traguardo di una comunità che con il lavoro ha conservato il lavoro".

Parole chiave: agc (3), vetro (3), teleriscaldamento (40)

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